Anonimo, Paesaggio con cacciatori, ca. 1575–95 (photo by The MET Collection)

Niccolò Machiavelli, Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio

I Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio sono un’opera fondamentale nella riflessione politica di Machiavelli.

Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio: stesura

I tre libri dei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio si basano sull’analisi dei primi dieci libri di Ab Urbe condita, l’opera di Tito Livio che racconta la storia dell’antica Roma. La loro stesura fu complessa. Sembra che già nel 1513 Machiavelli stesse lavorando a un testo sulle repubbliche, poi accantonato quando si dedicò interamente al Principe. Successivamente, queste riflessioni furono riprese e integrate in una nuova opera, scritta tra il 1515 e il 1517, ma pubblicata postuma nel 1531.

Contenuti dei Discorsi

Dedicati a Zanobi Buondelmonti e Cosimo Rucellai, giovani membri del circolo degli Orti Oricellari, i Discorsi si concentrano sulla vita delle repubbliche, ispirandosi al modello della repubblica romana e attingendo all’esperienza personale di Machiavelli come cancelliere della Repubblica fiorentina. Rispetto al Principe, i Discorsi hanno uno stile più rilassato e includono lunghe riflessioni sull’organizzazione dello stato.

Mentre il Principe si occupava della monarchia in risposta all’urgenza della crisi politica italiana, i Discorsi rappresentano il risultato di anni di meditazione, esprimendo chiaramente la preferenza di Machiavelli per la repubblica. Questa inclinazione si comprende alla luce del suo lungo impegno nelle istituzioni repubblicane fiorentine. In particolare, Machiavelli sosteneva che la nascita di un nuovo stato richiedesse l’intervento di un principe, figura straordinaria, ma che il governo dello stato si fondasse al meglio nella forma repubblicana.

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